Nel cuore dell’Umbria, quando la primavera risveglia i sensi e le campagne si tingono di verde, le famiglie perugine si riuniscono intorno a una tradizione che affonda le radici nei secoli: la pizza di Pasqua. Questo pane dolce, alto e soffice come una nuvola, profumato di agrumi e arricchito dal sapore intenso del formaggio, rappresenta molto più di una semplice preparazione gastronomica. È un rito che scandisce l’arrivo della festa più importante dell’anno, un simbolo di rinascita che ogni famiglia perugina custodisce gelosamente nella propria cucina. A differenza delle pizze salate che conosciamo comunemente, questa specialità umbra si presenta come un pane lievitato dolce, dalla consistenza morbida e dalla forma caratteristica che ricorda un panettone. La sua preparazione richiede pazienza e dedizione, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con una fragranza inebriante che invade la casa e un sapore unico che conquista ogni palato. Oggi vi accompagnerò passo dopo passo nella realizzazione di questo capolavoro della tradizione pasquale umbra, svelando i segreti che le nonne perugine tramandano da generazioni.
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medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione del lievitino
Iniziamo con la preparazione del lievitino, ovvero un pre-impasto che attiverà il lievito. Scaldate il latte fino a raggiungere una temperatura di circa 35-37 gradi, deve essere tiepido al tatto ma non caldo. In una ciotola piccola, sciogliete il lievito di birra secco nel latte tiepido insieme a un cucchiaio di zucchero preso dalla quantità totale. Mescolate delicatamente e aggiungete due cucchiai di farina. Coprite con un canovaccio pulito e lasciate riposare in un luogo tiepido per circa 15-20 minuti, fino a quando non vedrete formarsi delle bollicine in superficie. Questo processo si chiama lievitazione e indica che il lievito è attivo e pronto per lavorare.
2. Preparazione dell’impasto base
Nella ciotola della planetaria, o in una ciotola capiente se lavorate a mano, versate la farina setacciata formando una fontana. Al centro aggiungete lo zucchero rimasto, il pizzico di sale, le uova a temperatura ambiente e il lievitino preparato precedentemente. Iniziate a impastare a velocità bassa per amalgamare tutti gli ingredienti. Quando l’impasto inizia a prendere forma, aggiungete il burro morbido a pezzetti, poco alla volta. Continuate a lavorare l’impasto per circa 15 minuti con la planetaria o 20 minuti a mano, fino a ottenere un composto liscio, elastico e che si stacca dalle pareti della ciotola.
3. Incorporazione dei formaggi e degli aromi
Quando l’impasto ha raggiunto la giusta consistenza, è il momento di aggiungere il carattere distintivo della pizza di Pasqua umbra. Incorporate gradualmente il pecorino romano grattugiato e il parmigiano reggiano, mescolando delicatamente per distribuirli uniformemente. Aggiungete poi la scorza di limone grattugiata, la scorza di arancia grattugiata e l’anice stellato in polvere. Questi aromi daranno al vostro pane dolce quella fragranza inconfondibile che riempirà la vostra cucina. Lavorate ancora per 2-3 minuti affinché tutti gli ingredienti siano perfettamente amalgamati. L’impasto deve risultare morbido, profumato e leggermente appiccicoso.
4. Prima lievitazione
Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente unta con olio o burro. Copritelo con pellicola trasparente e un canovaccio di cotone. Ponete la ciotola in un luogo tiepido, al riparo da correnti d’aria, con una temperatura ideale tra i 26 e i 28 gradi. Lasciate lievitare per circa 2-3 ore, o comunque fino a quando l’impasto non sarà raddoppiato di volume. Questo passaggio è fondamentale per ottenere una pizza di Pasqua soffice e ben alveolata. Non abbiate fretta: la lievitazione è il segreto di una buona riuscita.
5. Formatura e seconda lievitazione
Quando l’impasto è ben lievitato, sgonfiatelo delicatamente premendo con le mani per eliminare l’aria in eccesso. Imburrate e infarinate generosamente lo stampo per panettone. Trasferite l’impasto nello stampo, facendo attenzione a distribuirlo uniformemente. Coprite nuovamente con pellicola e canovaccio e lasciate lievitare ancora per 1-2 ore, fino a quando l’impasto non raggiungerà il bordo dello stampo. Questa seconda lievitazione, chiamata appretto, darà alla vostra pizza di Pasqua l’altezza caratteristica.
6. Cottura in forno
Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica. Quando l’impasto ha completato la seconda lievitazione, spennellate delicatamente la superficie con un uovo sbattuto per ottenere una doratura uniforme. Potete anche praticare un taglio a croce sulla sommità con un coltello affilato, un gesto tradizionale che favorisce una cottura omogenea. Infornate nel forno già caldo e cuocete per circa 50-55 minuti. Dopo i primi 30 minuti, se notate che la superficie si sta dorando troppo, coprite con un foglio di alluminio. La pizza è cotta quando, infilando uno stecchino al centro, questo esce completamente asciutto.
7. Raffreddamento e conservazione
Una volta cotta, estraete la pizza di Pasqua dal forno e lasciatela raffreddare nello stampo per circa 10 minuti. Successivamente, sformatela con delicatezza aiutandovi con un coltello per staccare i bordi e ponetela su una gratella per farla raffreddare completamente. Questo passaggio è importante perché permette alla struttura interna di stabilizzarsi e al vapore di fuoriuscire senza creare condensa. La pizza di Pasqua si conserva avvolta in un canovaccio pulito per 4-5 giorni, mantenendo intatta la sua fragranza e morbidezza.
Il trucco dello chef
Per verificare se il lievito è ancora attivo prima di iniziare la preparazione, osservate attentamente la formazione di bollicine durante la preparazione del lievitino: se dopo 20 minuti non si formano bolle, il lievito non è più buono e dovrete sostituirlo. Un trucco delle nonne umbre per favorire la lievitazione è quello di accendere il forno per un minuto, spegnerlo e posizionare la ciotola con l’impasto all’interno con la luce del forno accesa: questo crea l’ambiente tiepido ideale. Se volete un sapore ancora più intenso, potete aumentare leggermente la quantità di pecorino, ma attenzione a non esagerare per non coprire le note dolci e agrumate. Per una doratura perfetta, spennellate la superficie con tuorlo d’uovo mescolato a un cucchiaio di latte: otterrete una crosta lucida e invitante.
Abbinamenti per la colazione pasquale
La pizza di Pasqua umbra si gusta tradizionalmente a colazione la mattina di Pasqua, accompagnata da salumi tipici come il capocollo, la corallina o la porchetta. Per quanto riguarda le bevande, l’abbinamento classico prevede un buon caffè espresso o un cappuccino cremoso che contrasta perfettamente con la dolcezza delicata del pane. Se preferite un abbinamento più ricercato, potete optare per un tè nero aromatizzato agli agrumi che richiama le note di limone e arancia presenti nell’impasto. Per chi desidera un tocco di convivialità, un bicchiere di vino dolce passito umbro, come il Sagrantino Passito di Montefalco, esalta meravigliosamente i sapori del formaggio e degli aromi speziati. Anche un moscato dolce rappresenta un’ottima scelta per accompagnare questo pane dolce durante il brunch pasquale.
Informazione in più
La pizza di Pasqua umbra affonda le sue radici nella tradizione contadina dell’Umbria centrale, in particolare nella zona di Perugia e Terni. La sua origine risale al Medioevo, quando le famiglie preparavano questo pane arricchito per celebrare la fine della Quaresima e il ritorno degli alimenti più ricchi come uova, burro e formaggi. Il nome ‘pizza’ deriva dal termine dialettale che indicava genericamente i pani lievitati, non certo la pizza napoletana che conosciamo oggi. Ogni famiglia umbra custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di madre in figlia, con piccole variazioni che riguardano le proporzioni dei formaggi o l’aggiunta di spezie come l’anice o lo zafferano. Nelle campagne umbre, la preparazione della pizza di Pasqua era un evento collettivo: le donne si riunivano per impastare insieme, condividendo segreti e tecniche. Ancora oggi, nei forni di Perugia, nei giorni precedenti la Pasqua si formano lunghe code di persone che portano i propri impasti da cuocere nei forni a legna tradizionali, perpetuando una tradizione secolare che rende questa specialità molto più di una semplice ricetta.



